Parma, la mia città

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Parma è una città bellissima sull’antico tracciato della via Emilia e il centro storico, che sono solita definire grande come un guscio di noce, è a misura d’uomo. 
Il trascorrere dei secoli ha lasciato alla città monumenti di incomparabile bellezza e un’atmosfera di piccola “charmante” capitale pronta a svelarsi ai visitatori attenti. 
Stendhal, nelle pagine della sua Chartreuse, la ricreò fantastica e vi ambientò una struggente storia d’amore e di intrighi.I suoi capolavori suscitano nel viaggiatore meraviglia, stupore e il desiderio di ritornare.

Parma, campanile della Cattedrale, sommità del Battistero e campanile di San Giovanni

Parma, campanile della Cattedrale, sommità del Battistero e campanile di San Giovanni

Suggerisco la visita del Giardino Ducale che fu creato al tempo di Ottavio Farnese alla metà del XVI secolo nella zona della città a ovest del torrente Parma. Attualmente il Giardino presenta alberi secolari disposti secondo un elaborato progetto “alla francese” scelto dai Borbone a metà Settecento.
Parma, palazzo Ducale del Giardino

Parma, palazzo Ducale del Giardino

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Giardino Ducale di Parma, Fontana del Trianon

 

La visita del Teatro Farnese all’interno dell’austero Palazzo della Pilotta è irrinunciabile. Il Teatro Farnese, imponente e suggestiva opera lignea di Giovan Battista Aleotti detto l’Argenta, fu voluto da Ranuccio I Farnese nel 1618 per festeggiare con un adeguato allestimento la sosta a Parma di Cosimo II de’ Medici. L’inaugurazione avvenne solo nel 1628 in occasione del fastoso matrimonio tra Margherita de’ Medici e il duca Odoardo Farnese, la cerimonia venne allietata dallo spettacolo allegorico-mitologico “Mercurio e Marte” con musiche di Monteverdi.Il progetto prevedeva soluzioni tecniche innovative per consentire continui cambi di scena oltre alla possibilità di allagare la cavea per inscenare le naumachie.
Parma 2009

Teatro Farnese di Parma

Non dimenticate di entrare nella Camera di San Paolo, dipinta da Correggio per la badessa Giovanna da Piacenza intorno al 1519. La sua visita val bene un viaggio a Parma.L’artista introduce a Parma il linguaggio pittorico proprio di una raffinata cultura umanistica.Lo spazio architettonico viene “annullato” dal pittore tramite un pergolato di intrecci vegetali sulla volta tardo gotica ad ombrello. La decorazione si sviluppa dal centro della volta con lo stemma della badessa, suddividendosi in sedici spicchi terminanti in lunette monocrome con personaggi mitologici. Fra la decorazione arborea si affacciano vivaci e delicate figure di putti che giocano, abbracciano cani o innalzano trofei di caccia. Sulla cappa del camino campeggia Diana, dea vergine della caccia che simboleggia la stessa badessa Giovanna, committente dell’intero progetto decorativo.

Parma, Correggio, camera di San Paolo

Parma, Correggio, camera di San Paolo

Parma, Correggio, Camera di San Paolo, particolare Diana.

Parma, Correggio, Camera di San Paolo, particolare Diana.

Visita di Piazza Duomo, interno Cattedrale e interno Battistero.

Nel 1106 il Papa Pasquale II consacra la Cattedrale di Parma a Maria Assunta. L’ impresa architettonica cominciata nella seconda metà dell’XI secolo culminerà con l’intervento di Benedetto Antelami alla fine del XII secolo. Dopo novecento anni , il Duomo, il Battistero e la Piazza sono protagonisti di un sempre crescente interesse per i curiosi di arte e cultura medievale e rinascimentale.

A partire dalle opere di Benedetto Antelami, all’esuberante affresco di Correggio, un’ampia serie di tesori nascosti ricostruiscono il panorama del potere temporale e religioso nei secoli.

Parma, Piazza Duomo

Parma, Piazza Duomo

La Cattedrale è considerata una delle più alte espressioni dell’architettura romanico-padana, la facciata in blocchi di pietra è decorata da tre ordini di loggette.

L’interno a croce latina è a tre navate impreziosite dalla decorazione a fresco delle volte e delle pareti di scuola manierista padana.

Di notevole interesse scultoreo sono i capitelli e i matronei degli inizi XII secolo. Sulla destra del transetto superiore è collocato il celebre rilievo con la Deposizione, prima opera datata 1178, di Benedetto Antelami.

Al di sopra dell’altare maggiore si apre la grande cupola affrescata da Correggio con l’Assunzione della Vergine circondata da Apostoli, efebi e angeli in un vorticoso moto ascendente che rappresenta il culmine della ricerca illusionistica del maestro emiliano nella città che lo vide crescere artisticamente 1526 -1530 circa.

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Correggio, AssuntaParma, Cupola, del Duomo,

Correggio, AssuntaParma, Cupola, del Duomo,

Parma, Cattedrale navata centrale

Parma, Cattedrale navata centrale

Benedetto Antelami, Deposizione, Cattedrale di Parma

Benedetto Antelami, Deposizione, Cattedrale di Parma

Il Battistero grande edificio di forma ottagonale in marmo di Verona, alleggerito da quattro ordini di loggette aperte è l’esempio del passaggio dell’arte romanica a quella gotica in Italia.

Iniziato nel 1196 da benedetto Antelami rappresenta , nella sua fusione di architettura e scultura una delle maggiori espressioni artistiche italiane. Al suo interno presenta linee slanciate grazie ai sedici costoloni che si irradiano dalla volta ad ombrello; al centro campeggia la grande vasca battesimale ad immersione. La decorazione del complesso raggiunge il massimo rilevo nelle sculture antelamiche dei Mesi dominate dalla splendida cupola dipinta a tempera nel XIII sec..

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Parma, Battistero.

Parma, Battistero.

Parma, Battistero, volta dipinta nel XIII sec. 

Parma, interno Battistero

Parma, interno Battistero

Parma, fonte battesimale del Battistero
Lungo il percorso si ammirerà la basilica di Santa Maria della Steccata, l’esterno del Teatro Regio di Parma e Piazza Garibaldi (Palazzo del Comune e palazzo del Governatore)
Origine del nome Parma
Non si conosce  come sia nato il nome di Parma. L’ipotesi più diffusa  riconosce nello scudo rotondo usato dalla fanteria e dalla cavalleria in epoca repubblicana, chiamato Parma, l’origine del nome della città. Vero è che la posizione strategica e protettiva della colonia romana fondata sulla via Emilia e alla destra del torrente  ben si adatta ad indicare la città  come uno scudo protettivo.Tuttavia può aver avuto peso anche lo stesso torrente il cui nome potrebbe derivare da nomi di genti etrusche Parmni o Parmnia.

Oppure dal nome latino del prosciutto, perna, che era prodotto dalle popolazione celtiche che vivevano nel territorio.

Leone guardiano, I sec. a.c., pietra. Palazzo della Pilotta, Parma. Foto M.E. Rastelli

Leone del I sec.a.C., Palazzo della Pilotta, Parma.
Foto M.E. Rastelli

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Una Guida per visitare Parma e dintorni: parmavisiteguidate@gmail.com

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Il ponte romano

Un torrente, o meglio, un letto ghiaioso attraversa Parma. Di tanto in tanto questa striscia sinuosa di ciottoli è sommersa da acqua limacciosa che scendendo dall’Appennino travolge ciò che incontra al suo passaggio. E’ la Parma. Si racconta che ai tempi dell’Antelami piovve così tanto che l’acqua dei torrenti e dei fiumi straripò fino a formare un unico corso d’acqua. Po’, Taro, Parma, Enza, Baganza  si mescolarono e al ritorno del sereno i Parmigiani medievali si accorsero che la Parma aveva cambiato letto.

In città si ebbero così due nuovi spiazzi adiacenti al torrente chiamati Ghiaia, quella piccola e quella grande. Rimase in secca anche l’antico ponte romano (IV sec.) che ancora oggi chiede aiuto da quello sporco sottopasso.

Ponte romano, Parma. Foto E. Fornaciari.

Ponte romano, Parma. Foto E. Fornaciari.

Il torrente Parma.

Il torrente Parma.

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Gioielli Longobardi

In una tomba del tipo “alla cappuccina” rinvenuta durante degli scavi, a Parma, nell’autunno del 1950 è stato trovato un ricco corredo funebre.

Si trattava della sepoltura di una principessa, la figlia di re Agilulfo, sposa di Godescalco di Parma e morta adolescente, di parto, nel 604.

Museo archeologico di Parma, Fiibula a disco, VII sec.

Museo archeologico di Parma, Fiibula a disco, VII sec.

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La Deposizione di Benedetto Antelami, 1178.

La Cattedrale ormai costruita vedeva, attorno al 1178, la realizzazione dell’ambone ad opera di Benedetto Antelami aiutato dal gruppo di scalpellini e maestri che lo affiancavano.

L’ambone della Cattedrale di Parma era una struttura formata da quattro leoni stilofori che sorreggevano una sorta di balconata dalla quale il Vescovo e i sacerdoti leggevano il Vangelo e venne realizzato con materiali importanti come il marmo e dai migliori artisti dell’epoca.
Smembrato alla metà del Cinquecento e sostituito da una scalinata, le sue parti sono state riutilizzate o accantonate. Solo nel secolo scorso si è attivato il recupero e lo studio dei vari pezzi.

La lastra in marmo con il racconto della Deposizione di Cristo dalla croce è murata nel transetto destro del presbitero ed è una tappa d’obbligo per chi vuol scoprire Parma.
E’ una scultura che parla di Cristo, del dolore di Maria, dell’avidità dei soldati romani, dell’indifferenza della massa come della maestria dell’Antelami che ispirandosi all’arte antica, alle nuove tecniche di scultura, e agli scambi culturali dell’epoca seppe realizzare un capolavoro senza tempo.

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La “Deposizione” di Benedetto Antelami, Cattedrale di Parma.
Foto E. Fornaciari

*****************************************************************************************************************************************Dal 1816 al 1847

MARIA LUIGIA D’AUSTRIA, Imperatrice dei francesi

Maria Luigia nacque a Vienna il 12 dicembre 1791. Il padre, Francesco I d’Asburgo, era imperatore del sacro Romano Impero.

L’educazione e l’istruzione della piccola Maria Luigia furono abbastanza curate e improntate a severità e disciplina. La fanciulla apprese la geografia, la storia, l’aritmetica e soprattutto le lingue, molto importanti per la famiglia degli Asburgo che tradizionalmente stipulava alleanze matrimoniali per dominare l’Europa.

 La giovane principessa era ubbidiente e accettava quanto le era richiesto. Fin dall’infanzia le fu instillata una forte avversione  per Napoleone descritto come una sorta di mostro che aveva minacciato la sua famiglia.

Nel 1810 Bonaparte cercava una moglie che fosse in grado di dargli un figlio e garantirgli quindi la stabilità del trono. La scelta della sposa cadde sulla figlia dell’Imperatore d’Austria e passò solo qualche mese dall’accordo matrimoniale alle nozze.

Maria Luigia, imperatrice dei francesi, fu impressionata dalla ricchezza dei doni dello sposo, dai ricevimenti e dalle feste parigine come dai numerosi Palazzi che cominciò ad abitare.

Dopo un anno di matrimonio nacque il tanto desiderato figlio di Napoleone che venne chiamato Napoleone Francesco Giuseppe Carlo, soprannominato l’Aiglon e insignito del titolo di Re di Roma.

Dal 1813 la fortunata ascesa politica e militare di Bonaparte cambiò strada, l’imperatore dei francesi venne sconfitto da Russia, Prussia e Austria  quindi fu costretto a rinunciare al trono.

Maria Luigia abbandonò Parigi e ,con il figlioletto, tornò dal padre a Vienna.

Nel 1815 il Congresso di Vienna, formato dalle potenze vincitrici, le assegnò il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla.

Il piccolo dovette rimanere in Austria: madre e figlio vissero per sempre separati.

Si vedevano solo durante i viaggi che Maria Luigia faceva durante l’estate .

La duchessa arrivò a Parma nel 1816, attraversò il fiume Po su un ponte di barche a Casalmaggiore.

Era accompagnata dal generale Neipperg, ministro del Ducato e suo futuro secondo marito.

I 30 anni di governo del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla di Maria Luigia si caratterizzarono per l’attenzione verso i poveri, gli orfani, le ragazze madri e i malati.

Vennero edificati ponti, strade e luoghi di cultura e  promosse le arti.

A Parma nacquero Albertina e Guglielmo, figli del generale Neipperg e della Duchessa, mentre il primo figlio, Napoleone Francesco, morì a Vienna di tisi nel 1832.

Il governo della “buona duchessa” terminò con la sua morte nel 1847.

Il suo corpo riposa a Vienna nella cripta della chiesa dei Cappuccini e sulla sua tomba c’è sempre un mazzolino di violette di Parma.

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